Capita spesso di sentirsi “accesi” senza un motivo preciso: cuore che accelera, respiro corto, pensieri che corrono più veloci di quanto vorremmo. Non è debolezza, è il sistema nervoso che ha suonato l’allarme e non riesce a spegnerlo da solo.
In questo articolo vediamo come disinnescare l’allarme del sistema nervoso, perché questo è sempre il primo passo di qualsiasi lavoro sullo stress, e quali tecniche concrete puoi iniziare a usare già da oggi, prima ancora di affrontare il significato più profondo di ciò che stai vivendo.
📌 In questo articolo:
- Cos’è l’allarme del sistema nervoso e perché si attiva
- Come disinnescare l’allarme del sistema nervoso: il primo passo del Metodo C.A.M.
- Tecniche pratiche per calmare il sistema nervoso
- Cosa succede dopo aver disinnescato l’allarme
Cos’è l’allarme del sistema nervoso e perché si attiva
L’allarme del sistema nervoso è la risposta automatica con cui il corpo reagisce a una situazione percepita come minacciosa o impegnativa, anche quando il pericolo non è reale ma solo pensato.
Questo meccanismo, chiamato spesso risposta “attacco o fuga”, coinvolge il sistema nervoso, lo stress e le emozioni in un unico circuito: il cuore accelera, i muscoli si irrigidiscono, il respiro si fa corto. È un’attivazione utile in una situazione di reale pericolo, molto meno quando si presenta più volte al giorno per una scadenza di lavoro o una discussione familiare.
Il problema non è che il sistema nervoso suoni l’allarme, ma che continui a farlo anche quando non serve più, restando “acceso” ben oltre il momento critico.
Stress: cos’è, in termini semplici? È proprio questo stato di attivazione prolungata, quando il corpo non trova più il tempo per tornare a uno stato di calma tra un allarme e l’altro.

Disinnescare l’allarme del sistema nervoso: il primo passo del Metodo C.A.M.
Disinnescare l’allarme del sistema nervoso è, nel mio lavoro clinico, sempre il primo passo di qualsiasi percorso, prima ancora di esplorare emozioni e pensieri.
Il Metodo C.A.M. (Corpo, Anima, Mente), che ho sviluppato in oltre vent’anni di attività, lavora su tre livelli integrati: disinnescare l’allarme biologico, decodificare il messaggio delle emozioni, ristrutturare i pensieri disfunzionali. Ne avevo già parlato nell’articolo L’approccio corpo mente in psicologia, dove accennavo proprio a questo approfondimento.
Si parte dal corpo perché una mente molto attivata fatica a lavorare in profondità: finché il sistema nervoso resta in stato di allerta, diventa difficile riconoscere con lucidità un’emozione o rileggere un pensiero. È come cercare di ragionare con il volume dell’allarme troppo alto.
Solo quando l’attivazione fisiologica si abbassa diventa possibile ascoltare cosa quel disagio sta davvero comunicando, senza esserne sopraffatti.
Tecniche pratiche per calmare il sistema nervoso
Ecco alcune tecniche concrete che uso spesso in studio e che puoi iniziare a sperimentare anche da sola o da solo, nei momenti in cui senti il corpo in allerta.

Respirazione lenta e diaframmatica
Allungare l’espirazione rispetto all’inspirazione è uno dei modi più rapidi per disinnescare l’allarme del sistema nervoso: qualche minuto di respiro lento e profondo, portato nella pancia più che nel petto, aiuta ad attivare la risposta di calma dell’organismo.
Secondo un approfondimento della Harvard Medical School, tecniche di controllo del respiro contribuiscono a placare la risposta allo stress, agendo direttamente sul sistema nervoso autonomo (fonte: Harvard Health – Understanding the stress response).
Radicamento corporeo (grounding)
Sentire i piedi appoggiati a terra, il peso del corpo sulla sedia, il contatto con una superficie stabile: sono piccoli gesti che riportano l’attenzione al presente, interrompendo il rimuginio che alimenta l’attivazione.
Il radicamento funziona perché sposta l’attenzione dal pensiero al corpo, dando al sistema nervoso un segnale concreto di sicurezza.
Movimento lento e consapevole
Non serve un’attività fisica intensa per disinnescare l’allarme del sistema nervoso: camminare lentamente, muovere le spalle, sciogliere la tensione con gesti semplici aiuta a “scaricare” l’energia mobilitata dall’allarme, invece di lasciarla intrappolata nel corpo.
Contatto sensoriale su cuore e addome
Appoggiare una mano sul petto e una sull’addome, restando qualche istante in ascolto del proprio respiro, è un gesto semplice che molte persone trovano rassicurante nei momenti di maggiore tensione.
Se vuoi essere accompagnata o accompagnato nella pratica di queste tecniche, puoi scrivermi direttamente su WhatsApp al 349 832 5901 per un primo confronto informale.
Cosa succede dopo aver disinnescato l’allarme
Una volta abbassata l’attivazione del corpo, il lavoro del Metodo C.A.M. prosegue con gli altri due livelli: decodificare il messaggio delle emozioni e ristrutturare i pensieri disfunzionali che alimentano il disagio.
Ho parlato più nel dettaglio di come il corpo comunichi lo stress prima ancora della mente nell’articolo I sintomi dell’ansia nel corpo: un buon punto di partenza per riconoscere i segnali da cui muoversi, per disinnescare l’allarme del sistema nervoso, e i propri schemi disfunzionali.
La ristrutturazione dei pensieri disfunzionali è un lavoro che richiede tempo e, spesso, un accompagnamento professionale: riguarda i pensieri automatici e spesso punitivi che si attivano insieme all’allarme del corpo, e che tendono a rinforzarlo ulteriormente se non vengono riconosciuti.
Questo approccio integrato, corpo-mente, è alla base del lavoro che porto avanti nel mio studio di psicosomatica a Novara, dove il primo colloquio serve proprio a capire da quale livello conviene partire, in base alla situazione di ciascuna persona.
Questo articolo ha finalità informativa e divulgativa e non sostituisce una valutazione psicologica professionale. Se ti riconosci in queste difficoltà, il primo passo utile è un colloquio conoscitivo.
Domande frequenti su come disinnescare l’allarme del sistema nervoso
Quanto tempo serve per disinnescare l’allarme del sistema nervoso?
Dipende dalla persona e dal livello di attivazione: alcune tecniche, come la respirazione lenta, danno un sollievo percepibile già in pochi minuti, ma un cambiamento più stabile richiede pratica costante.
Queste tecniche sostituiscono un percorso psicologico?
No: sono strumenti utili nell’immediato, ma non sostituiscono il lavoro più profondo su emozioni e pensieri che un percorso strutturato permette di affrontare.
È normale sentire il sistema nervoso “acceso” quasi ogni giorno?
È un’esperienza comune a chi vive periodi di forte carico, ma se diventa frequente è un segnale utile da non ignorare, da affrontare magari con un supporto professionale.
Queste tecniche vanno bene anche per i bambini?
Alcune, come la respirazione lenta o il contatto rassicurante, possono essere adattate anche ai più piccoli, sempre guidate da un adulto di riferimento.
Da dove conviene iniziare se non ho mai fatto un percorso simile?
Dal primo colloquio conoscitivo, in cui valutiamo insieme la situazione e capiamo se conviene partire dal corpo, dalle emozioni o dai pensieri.
In sintesi
Come disinnescare l’allarme del sistema nervoso è la prima domanda a cui rispondere quando lo stress prende il sopravvento: respirazione lenta, radicamento corporeo, movimento consapevole e contatto sensoriale sono strumenti concreti che puoi iniziare a usare da subito.
È solo il primo dei tre livelli del Metodo C.A.M.: dopo aver calmato il corpo, diventa possibile decodificare le emozioni e ristrutturare i pensieri che alimentano il disagio, un lavoro che porto avanti insieme a chi arriva nel mio studio. Puoi scoprire come funziona un percorso individuale nella pagina Sedute Psicologiche del sito.
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Dott.ssa Barbara Camilli – Psicologa e Psicoanalista
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